Guarda come se la ridono loro, e ne hanno ben donde, perché si dice che l’unione fa la forza.

Si dice, si sa, ed è vero.

E la loro forza è l’unione da una parte, la diversità dall’altra. La biodiversità che rappresenta la loro terra, il loro grande amore: il Gargano. “Gargano, punto e basta!”, come una missione.

Conta otto mani, quattro teste e altrettanti cuori, l’idea di valorizzazione territoriale “Gargano, punto e basta!”. L’idea di riunirsi è nata nel 2014, “tra una partita a carte e un bicchiere di buon vino”, dalla passione condivisa di quattro amici, quattro tra gli chef pugliesi di notevole fama nazionale, e questa dedizione al territorio ha fatto loro mettere da parte gli individualismi per restituire, almeno, una piccola parte dell’enorme dono che questa terra è capace di concedere quotidianamente.

Alla sua gente e a chi la viene a vivere anche solo per un giorno.

Leonardo Vescera, Gegè Mangano, Nazario Biscotti e Domenico Cilenti hanno apposto la loro bandiera nei quattro punti nevralgici di questo quadrilatero, selvaggio e spirituale, segnando il territorio senza, però, escluderne le contaminazioni.

 

E così, ecco la prima cena a 8 mani, il 18 dicembre del 2014, preparata insieme nelle cucine del ristorante “Il Capriccio di Vieste”, dall’amico Leo, e da allora non si sono più fermati. Qualche volta, imbarcando sulla loro arca di Noe culinaria altri amici, altre approdando in nuovi porti. Sempre insieme, però, senza rivalità. Perché “ognuno ha il suo pezzo di Gargano”. E la storia continua.

Il Gargano: un “cuore sacro” diviso tra terra e mare 

Perché questo quadrilatero, chiamato Gargano, vive di contaminazioni come ogni terra circondata dal mare ed esposta allo straniero ma, altrettanto, conserva nel suo profondo entroterra tutta la spiritualità di luoghi antichi e inaccessibili, protetti dalla foresta, arroccati sui monti.

 

A 20 km da Monte Sant’Angelo le spiagge e le scogliere di Mattinata costellate di meravigliose grotte e insenature

Vico del Gargano è tra i “Borghi più belli d’Italia”, conosciuto anche per il suo famosissimo Vicolo del Bacio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Gargano è un “cuore sacro”, diviso tra spiagge chic e scogliere ruvide, la movida dell’estate con i suoi turisti in pareo e cappello di paglia, e la pesca antica quella dei trabucchi e delle reti ricucite a mano, quelle mani callose che raccontano di terra e sale, tra la cupa e avvincente foresta e le mete spirituali e illuminate dei pellegrini, tra il silenzio e l’armonia dei laghi, i borghi che profumano di camini e i paesi a picco sul mare intrisi di salsedine.

 

Per le vie di Monte Sant’Angelo

Vieste vista dalla spiaggia del Faro. Si può raggiungere a nuoto, e nei giorni di bassa marea camminando nell’acqua

 

I luccicanti aperitivi di Peschici

 

 

 

 

 

 

 

Gli inimitabili colori dei tramonti sui trabucchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ una terra cruda, a tratti nuda, ma dalla pelle spessa e colorata, “imbarazzantemente” vera ma fiera come un viso rugoso con un filo di rossetto rosso, che fa arrossire ma che non smetteresti di guardare.

E’ anche una terra difficile, come un percorso a ostacoli, a partire dalle apparenti brevi distanze che si trasformano in lunghi viaggi nel viaggio. Ma che all’arrivo sa bene come premiarti.

 

La costa di Vieste vista dal percorso ciclo-turistico che parte da località Molinella fino a Punta Porticello

 

Mistica e lenta, dove si respira il passato in luoghi senza tempo, e una profondità che ti obbliga a fare i conti con te stesso, che tu lo voglia o meno, perché ti rapisce nella sua natura incontaminata, dove devi scordarti la moderna abitudine “social” dell’essere ovunque e per chiunque, dove faresti bene a scordarti il cellulare, tanto  che accade di frequente non prenda, dove devi ringraziare e congedare il gps e tornare a fare affidamento alle mappe, quelle cartacee. O chiedere alle persone. Già le persone, che siano autoctoni o forestieri, qui imparano presto a raccontarsi allo straniero e ti dedicano una storia, almeno una, prima di lasciarti andare. C’è del romanticismo grezzo e della nobile passione nel Gargano.

 

Santuario di San Nazario verso Apricena

 

Santuario nella Grotta di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo “la città sacra”

 

 

 

 

 

La Foresta Umbra, come ombrosa, cupa. E’ riserva naturale nel Parco del Gargano, si estende per 11 mila ettari. Vi fanno parte i comuni di Vieste, Vico del Gargano, Carpino, Peschici, Monte Sant’Angelo

 

Il tramonto sul Lago di Lesina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luogo silenzioso e frizzante, elegante e selvaggio, umile e orgoglioso, adagio e profondo come una preghiera e rumoroso e affascinante come un porto. Eclettico e semplice.

Armonie, contrasti.

Terra, acqua, aria e fuoco come i caratteri di questi quattro amici, diversi ma complementari, in ognuno di loro queste caratteristiche splendono più o meno intensamente, come il sole nelle quattro stagioni.

 

Il Gargano è qui e ora. Il Gargano è “punto e basta!”

Nazario, Gegè, Domenico e Leonardo si sono messi in gioco per la loro terra e con la loro terra giocano: dai laghi, porta d’ingresso della Puglia, ai borghi piccole bomboniere ricche di sacra spiritualità dell’entroterra, per arrivare alle alte scogliere di Peschici e passeggiare tra porticcioli e spiagge a Vieste.

Gegè Mangano, Nazario Biscotti, Leonardo Vescera, Domenico Cilenti

“Fermi tutti, e ripartiamo da noi, dall’unione. E’ così che abbiamo voluto dare un segnale forte, in un certo modo prepotente, per dire che il Gargano esiste ed è fatto di eccellenze. Non esiste solo per dei singoli nomi, ma esiste come realtà organica e unica, e come tale va riconosciuta. Ecco perché da qualche anno abbiamo deciso di giocare con questi quattro amici” spiega Mangano dalla sua cucina di Casa Li Jalantuùmene dal 1997, ristorante con B&B arroccato nella bellissima Monte Sant’Angelo.

E questi quattro amici non giocano sempre da soli, perché negli anni, e ormai ne sono passati cinque, hanno organizzato diversi eventi di promozione del territorio e della cucina garganica e non solo, tra loro e con altri colleghi, hanno sostenuto con le loro cene la valorizzazione dei frutti di questa terra, secondo la stagionalità, e dei produttori che li lavorano, secondo i sani principi della bio-sostenibilità.

“Con l’associazione “Gargano, punto e basta!” vogliamo raccontare il nostro stile di vita, partendo dalla materia prima, passando in cucina, e finendo per descriverci nel piatto che poi regaliamo ai nostri ospiti. E’ un’associazione a 360 gradi, composta da persone e professionisti che si vogliono divertire e si vogliono mettere in gioco. Giocando, appunto, tutti i giorni” commenta Domenico Cilenti, dalla sua terrazza a picco sul mare, tra i tavoli all’aperto del ristorante con camere Porta di Basso, abbarbicato sulla scogliera di Peschici. Una vista a perdita d’occhio che richiama le enormi potenzialità del Gargano, riassunte, si fa per dire, in stili diversi ma accomunati da un unico denominatore: radici.

Quelle radici che si devono mantenere salde, se si vuole trasferire quella che è la memoria di un territorio, quando si vive e lavora in un porto di mare, quotidianamente influenzato da contaminazioni esotiche. Come, Leonardo, che ci riesce grazie ai pescatori, quelli di una volta che tramandano le tradizioni, con le loro piccole imbarcazioni, o sulle grandi macchine da pesca che sono gli affascinanti trabucchi, e quelli professionisti dei piu grandi pescherecci, che sbarcano ogni giorno davanti al suo ristorante. Ma grazie anche al raccolto e ai racconti dei contadini, quelli che vivono appena poco distanti dalla costa.

Leonardo Vescera si definisce l’isolano del Gargano e con il suo Il Capriccio di Vieste porta una nota “fusion” nei piatti dalla riconosciuta fedeltà alla materia prima locale. “Vieste è un po’ un’isola, siamo come la prua di una nave: siamo sempre soggetti ai venti e agli arrivi da ogni direzione. Per chi viene da fuori, Vieste è una meta che va conquistata, anche con fatica, perché non è facile arrivarci, ma da cui poi è difficile andare via. Per noi che la doniamo, attraverso i nostri piatti, è un lavoro costante di coinvolgimento degli ospiti ai quali cerchiamo di trasferire il significato della nostra terra. Anche con i grandi numeri dell’estate, e non è facile. Tra una partita a carte e un bicchiere di vino, abbiamo deciso di unire le forze e raccontare quattro differenti stili di cucina, dovuti anche alle differenze di territorio in cui lavoriamo ma con un unico obiettivo. Raccontare un bel Gargano, a volte dimenticato” dice Vescera, che ha il suo ristorante nel porticciolo di Vieste, quello dove sbarcava Lucio Dalla di ritorno dalle sue amate Tremiti. E dove da giugno a settembre è un via vai di popoli. “Ecco perché dico che il Gargano è un tesoro da scoprire, sotto diversi aspetti, in ogni stagione” è l’invito dello chef.

Mare, monti e laghi fanno di questo territorio una destinazione per tutti e, davvero, in ogni stagione, in un circolo che può non conoscere fine e inizio, dove i confini sono dettati dalla natura e non dall’uomo.

Un po’ come questa avventura che li ritrae felici dare inizio al loro progetto sulle rive di un lago, uno dei due del Gargano, quello di Lesina dall’amico Nazario, dove una mattina non troppo assolata, hanno seduto allo stesso tavolo sul molo di fronte a Le Antiche Sere e hanno stretto un accordo tra gentiluomini: tutti per uno, per il Gargano.

“Da qui parte un’avventura che negli anni ci ha uniti molto e ci ha accresciuti e arricchiti. Il Gargano ha delle estreme potenzialità, ma ognuno qui lo vive che una gioia individuale, senza troppo spesso associare queste potenzialità al turismo. Ma una bella storia va racconta, altrimenti muore. Il Gargano merita di essere comunicato, e la cucina è un buon modo per farlo. Ecco perché appena possiamo lasciamo i nostri ristoranti e cerchiamo di raccontare il fascino di questo territorio richiamando l’attenzione con i nostri eventi” conclude Biscotti.

Il Gargano “È”.

Punto, e basta!