Pascal Barbato è cresciuto con le mani in pasta. Da Fulgaro, la sua famiglia di origine “da parte di mamma”, sono panificatori dal 1890, e quella di Pascal, bambino creativo, giovane sognatore e, oggi adulto artista, è una storia di quelle belle, e buone, che profumano di grano e lievito. Di quelle storie che ascolti con le orecchie, gli occhi e la bocca e che ti saziano.

Ti saziano  ti tolgono un po’ d’amaro dalla bocca e lo sostituisco con quello delle mandorle del Gargano o l’olio extravergine d’oliva o gli agrumi canditi maturati al sole intriso di sale della costa.

Ecco perché, quando oggi ho letto una cosa su un profilo aziendale, mi sono emozionata e non vedevo l’ora di scrivere. Uno perché è obiettivamente un bel ricordo, umano e privato, due perché conosco questa persona dai baffi arricciati e il sorriso grande, credo quanto il cuore… e me lo sono immaginata da piccolo a impiastricciarsi tra uova e farina, proprio come oggi fa fare ai suoi bambini.

E allora, al diavolo piano editoriale, mi scappa da scrivere, e pure una lacrima.

“Da bambino ho dormito molto spesso in quello che oggi è il mio laboratorio. Guardavo mia mamma lavorare ed era bellissimo aiutare “mammina”, la mia bisnonna, a fare i biscotti. Era una festa perché mi veniva data la possibilità di giocare con la farina, rompere le uova e sporcarmi le mani di quel pasticcio profumato e morbido. È per questo che quelli che voi assaggiate da “Fulgaro Panificatori dal 1890” sono gli stessi sapori tramandati di generazione in generazione”.

La video intervista è infondo all’articolo, alle nostre spalle il packeging-fiaba dei prodotti di Fulgaro panificatori

San Marco in Lamis è una piccola bomboniera nella parte più ruvida del Gargano, di poco più di 13 mila abitanti, una comunità montana nel parco nazionale a pochi chilometri dalla Foresta Umbra, i cui luoghi d’interesse, neanche a dirlo nel territorio più spirituale della Puglia, sono il Convento di San Matteo Apostolo, nella parte est del paese, e il Convento di Santa Maria di Stignano verso San Severo. Qui si sale per visitare questi, ma anche per una di quelle storie belle e buone dei Fulgaro

San Marco in Lamis: piccola, silenziosa, pulita e colorata

 

Ruvida e rurale

Pascal ha sempre fatto il fornaio, da bambino quando giocava, da grande che fa sul serio.

Ma mica voleva e doveva fare il fornaio. Forse perché fornaio lo era, che è un’altra cosa.

Invece, quello che voleva fare era calcare le assi di legno dei teatri e sceneggiare. Una laurea in lettere che fu il giusto compromesso tra legge e accademia d’arte drammatica, per far contento il papà avvocato ed evitare lo scontro generazionale.

“Da genitore capisco il suo volermi tutelare dall’errore, ma io sono un sostenitore degli errori, senza quelli io oggi non sarei qui” così dice. Ché nel passato imprenditoriale di Pascal ci sono delle scelte, lui li chiama errori, con cui ha fatto pace e che lo hanno reso quello che è: un professionista che con passione, cura e innovazione porta avanti l’azienda di famiglia. Con determinazione ma senza rinunciare alle sfide. Ha trovato la sua dimensione innovativa nella comunicazione. Una comunicazione fatta di racconti, storie, richiami al suo altro amore: la letteratura.

Oggi Fulgaro è “storie di farina e di fuochi”. E Pascal sforna biscotti e favole, per far crescere chi le ascolta avvolto dai profumi e dai ricordi delle cose buone fatte con le mani, la lentezza e i prodotti del vicino.

La determinazione costruita sugli “errori” e il carattere vivace lo portano a cercare sfide nel suo laboratorio: quello dove è cresciuto a fiabe e farina.

“La mia sfida è stata il panettone pugliese: il dolce lombardo per antonomasia. Farine di grano duro e tenero del territorio, l’olio extravergine di oliva che è il nostro burro, e la farcitura con olive di peranzana candite e mandorle del Gargano” questo è il suo capolavoro pluripremiato.

E questa è una delle storie dei Fulgaro per cui vale la pena venire a San Marco in Lamis anche se non siete pellegrini. “Nel tempo il turismo è cambiato qui nel Gargano, e viviamo di quei due mesi estivi. Il food sta facendo molto per riportare la giusta attenzione al territorio anche fuori dalla stagione turistica nel senso classico” e ha pienamente ragione Pascal.

In un mondo che gira veloce, in cui gli ci si vergogna a fare conversazione ma, con una tastiera e uno schermo a protezione, si intraprendono le più intense amicizie o le più sterili polemiche, riscoprire la bellezza di un viaggio, lento (slow come si va di moda oggi) attraverso i luoghi raccontati dalle persone e dalle loro Imprese è davvero un bel modo di fare turismo.

Di seguito l’intervista di Vieni a viaggiare in Puglia a Pascal Barbato.

A proposito, c’è anche lui tra i 40 finalisti del concorso di Goloasi.it “Mastro Panettone”. Indovinate la categoria…vabbè, ve la dico “Miglior panettone artigianale creativo al cioccolato”.