Sul mio profilo tumblr questo è uno dei miei primi racconti, quando ad aprile scorso ho deciso di aprire il blog Vieni a viaggiare in Puglia un po’ gioco un po’ per sognare un pochino più in grande…poi le soddisfazioni raggiunte con i miei social come facebook, instagram e google+  mi hanno dato la giusta motivazione per costruire il questo sito e iniziare a fare sul serio. Ma questo racconto e soprattutto il vissuto che c’è dietro questo racconto è il motivo, il vero motivo, per il quale ho dato vita a questa magnifica avventura. Raccontare la bellezza di certe fughe dalla realtà a due passi da casa.

Vi racconto Masseria Montenapoleone…in punta di penna, come si dice in gergo giornalistico.

Carmen

Avevo bisogno di fuggire da tutto, forse anche da me, non avevo molto tempo e dovevo farlo in fretta… Come spesso mi capita, chiedo aiuto al Dio Google e scrivo cosa vorrei dal mio soggiorno: masseria, Valle d’Itria, mangiare e bere bene, cicale e piscina. La finestra che mi si apre davanti, nell’aria artificiale del condizionatore del mio ufficio al quarto piano della “city”, è di un verde brillante che contrasta con l’azzurro cristallino di una piscina circondata da un bianco talmente luminoso da accecare. Sospiro e inizio già a viaggiare. E’ Masseria Montenapoleone, a Pezze di Greco.

17 agosto 2017

Era pieno agosto, le camere a Masseria Montenapoleone sono poche, ci provo, chiamo… una sola camera e per una sola notte, quella che volevo. Ok, ci sto. E dopo due giorni sono lì, appena dopo pranzo. Un viale lungo di brecciolina mi conduce alla reception, ed è lì che capisco da subito dove mi trovo… in famiglia. Libri di Puglia, in tantissime lingue, conserve fatte in masseria da poter acquistare, e lei che mi accoglie per il check-in e che mi accompagna in camera a lasciare il piccolo bagaglio, strada facendo mi presenta il proprietario, è sul posto, è una garanzia. Io e lei proseguiamo la mini visita guidata e mi fa strada tra le viuzze della masseria, raccontandomi ogni luogo, quelli che di lì a poco mi faranno sognare tempi passati nelle 36 ore di permanenza. Il caldo di agosto amplifica le sensazioni: sembra un posto prevalentemente per famiglie, e non mi dispiace affatto, questo mi consente di poter vivere il luogo proprio come avevo immaginato… da invisibile.

In giro per la masseria

Metto un costume e un pantaloncino, non porto nulla con me, tranne le chiavi e il cellulare solo per fare le foto. Prendo gli asciugamani di cortesia e scelgo il mio gazebo in piscina, uno dei due sul balconcino che affaccia sulla valle. Sistemo le mie cose, mi guardo intorno e inizio a respirare, finalmente. Lascio le mie infradito per camminare a piedi nudi sul pavimento bollente della piscina e decido che è il momento di scoprire il luogo. Stavolta da sola. Sempre a piedi nudi, abbandono l’area piscina e scendo lungo il sentiero esterno tra i carrubi e i fichi d’india, terra rossa e profumi che mi riportano in vita e mi commuovono. In lontananza il mare, oltre gli ulivi.

La natura

E’ la natura che mi parla. Dal sentiero potrei arrivare ai vigneti, ma a destra vedo qualcosa che assomiglia a una chiesetta, un altare, quell’immagine rapisce la mia immaginazione e mi chiama. Sì, è una cappella, dentro due inginocchiatoi, una croce, la statua di una Madonna, un libro antico aperto alla pagina “Pro serenitate oratio”. Non poteva essere altrimenti… la preghiera.

I viali

Salgo sul piccolo ponte che collega l’aperta campagna al luogo abitato, da li su posso vedere l’edificio principale della masseria e sul tetto vedo stesi i panni, tovaglie e lenzuola, e ancora di più mi sento a casa. Lo attraverso e mi riporta all’interno della masseria, nel giardino dei fichi e poi nell’aranceto, per tornare sul viale principale che mi condurrà, tra enormi balle di fieno, vecchi mezzi agricoli, carretti e auto d’epoca, alla bianca e quasi fluorescente distesa di pietre calcaree della piscina con idromassaggio e getto d’acqua a cascata. Mi ci immergo dalla discesa, non voglio tuffarmi, voglio ricordare ogni passo, l’acqua arriva alle spalle, è salata… è acqua di mare, un’altra sorpresa!

La piscina

C’è una tale quiete intorno che ho quasi imbarazzo ad attivare il getto dell’acqua a cascata della piscina… Invece… ho fatto bene a superare l’imbarazzo, perché con il sole ancora a picco è decisamente il momento migliore per il massaggio forte della cascata sulle spalle perché l’acqua del getto è fredda, meglio che al tramonto o la mattina dopo colazione, quando la piscina è ancora vuota, le rondini si divertono a giocare a pelo d’acqua e le pietre sono ancora più bianche, anche se da quella postazione ad ogni ora del giorno il mondo è un posto migliore. Ma ora che il sole è sceso è tempo di un drink, devo andare in “falegnameria”, accanto alla piscina, a ordinare un aperitivo.

Le sale e le stanze 

Ogni stanza dell’antica masseria è stata trasformata in un accogliente luogo di intrattenimento. La falegnameria, la stalla, la mensa, l’aranceto, il vigneto, oggi sono bar, ristoranti, sale relax. E’ tutto perfetto. Vado a cambiarmi per la cena, in camera non manca niente: cassaforte, frigo-bar, bollitore e tisane, tv che non accenderò mai, infatti scelgo una tisana e mi godo il mini appartamento. Noto qualcosa che prima non avevo visto: a parte la pulizia e lo stile shabby chic, e il bagno tutto in pietra, l’arredamento ha il motivo del recupero di vecchi cassetti, vecchie porte, vecchie maniglie, e non riutilizzati esattamente per i medesimi scopi ma mischiati per creare nuovi mobili, e ancora caffettiere e altri utensili, per arredare con gusto ma anche con estro le stanze e le zone comuni.

Napoleone, il re, e la cena

Una meraviglia dietro l’altra. A cena il personale offre un drink di benvenuto a tutti, in attesa degli altri commensali. Lo bevo a bordo piscina e faccio amicizia con Napoleone, il re gatto della masseria. Fiero lui, non poteva mancare. Al mio tavolo tondo, “Cedro”, non arrivano gli altri ospiti, hanno scelto una cena fuori per quella sera. Accanto al mio tavolo dei francesi eleganti il cui accento accompagna i nostri piatti di pesce, come da menu fisso per quell’evento. Tutto, a cena, a colazione e a pranzo, è lavorato con i prodotti della masseria.

Il risveglio

La colazione è il momento che più amo dei miei viaggi e non vedo di scoprire quella di Masseria Montenapoleone. Il buffet è all’interno della “stalla”, faccio la mia scelta tra frutta di stagione, marmellate della masseria, uova lesse e strapazzate, pomodori, formaggi e salumi pugliesi e mi accomodo per un lungo momento di relax all’esterno, all’ombra del “vigneto”. Passeggio bevendo il caffè nell’ “aranceto”, e assaporo l’aria fresca della mattina. Il check out è alle 11, ma posso restare fino a fine giornata in masseria. Bagno in solitaria in piscina, e poi a liberare la stanza, lasciare il bagaglio in reception e tornare a esplorare la masseria. Alla sinistra dell’ingresso una zona che non avevo ancora visitato con un ampio giardino e altre dependance, oltre il ponte, oltre il vigneto, separate da una recinzione le caprette e i galli che non lesinano attenzioni a chi le va a trovare.

La cantina, le grotte e “i bagni di padre Pio”

Visito la cantina, le grotte dei capperi, i bagni “di Padre Pio” di uso comune agli ospiti delle camere, che saranno quelli che utilizzerò come spogliatoio e doccia per prepararmi al rientro a casa. A pranzo voglio leggerezza, fa troppo caldo: una piccola porzione di polpette di pane al sugo, ricordo di aver scelto un Passamante Li Veli, rosso rubino, solo un bicchiere, devo rientrare a casa, e ad anticipare il mio fugace pasto il personale mi ha suggerito una degustazioni di oli, i tre, con tre diversi sapori, prodotti in loco. Ho bisogno di riposare sotto un gazebo e appena, il sole smetterà di picchiare, fare un ultimo bagno prima di tornare alla realtà della mia vita quotidiana.

La felicità esiste