Margherita di Savoia: la Puglia delle saline, i fenicotteri e le terme…
Sì, ok!
Ma dimmi anche quello che non so…
Le strade del centro, tra borgata e villaggio di mare

Con il contributo storico di Lorenzo Sulpizi, solo un umbro con la passione per la Puglia

Benvenuti a Margherita di Savoia… entriamo

Chissà se capita a tutti di innamorasi dei dettagli, piccole cose per le quali importanti eventi, rinomati luoghi, storici ricordi sbiadiscono.

Cancellarli è impossibile, certo. Però, nella mente prendono forma altre piacevoli attrazioni.

Ebbene è quello che è capitato a me a Margherita di Savoia, dove sono andata per visitare le saline e dove c’è un centro termale importante.

E, invece, mi ha distratta il centro storico. E la visita guidata alle saline l’ho rimandata e la vacanza alle terme anche. Ma, ve lo dico, è tra la lista dei desideri da realizzare al più presti, devo solo scegliere dove.

Tornado a Margherita di Savoia: le saline sono indiscutibilmente conosciute, oltre che per la loro valenza nell’economia locale, per le interessanti visite guidate. La visite vanno prenotate con le guide perché da soli nelle saline non è consigliabile andare, oltre che in alcune zone impossibile.

Luoghi che attirano turisti, curiosi e fotografi per gli scenari che offrono, soprattutto in particolari momenti del giorno come al tramonto quando si colorano di rosa, e in particolari momenti dell’anno quando sono i fenicotteri, con il loro piumaggio, a dargli quella sfumatura.

La foto dei fenicotteri rosa nelle saline di Margherita di Savoia è di bonculture.it, vi suggerisco l’articolo

Visitatele, se potete.

Ma ora vi dico una cosa che neanche io sapevo.

Una cosa che mi ha incantata a Margherita di Savoia e per la quale mi sono volentieri fermata a scattare foto che mi hanno emozionata, esattamente quanto attraversare la strada che costeggia le famosissime saline.

E questa sorpresa è data dalle stradine del centro che, nella mia memoria, richiama a tratti un borgo.

Edifici, anche di tre o quattro piani, con portoni moderni intervallati da portoni di legno tipici più di villaggi di mare o di campagna che di una cittadina che conta quasi 12mila abitanti, dove le signore portano in spalla le loro sedie per andare a trascorrere le ore tiepide del pomeriggio nelle viuzze. Proprio davanti a quei portoni aperti, a chiacchierare braccia conserte con le amiche, le vicine di casa. Tutto il loro mondo è lì.

Vie centrali dove non è ancora arrivato il divieto di stendere i panni fuori dalle ringhiere dei balconi, conservando un “non-decoro” che rende questa pratica antica molto “instagrammabile” ai miei occhi.

Margherita di Savoia

 

Portoni, come questi, che ti invitano a spiarci dentro. E ti promettono chissà quali segreti.

 

Portoni serrati da bulloni e lucchetti, per nasconderli bene quei segreti. Perché sono da meritare.

 

Una cosa che non è segreta, e si vede percorrendo le strade di Margherita di Savoia, è la limpida pulizia di queste stradine bianche che rendono luminoso un percorso cupo dove il sole non arriva accecante. Tranne che a mezzogiorno.

 

Ma volete ancora sapere delle saline, vero?

E va bene.

Ma questo ve lo faccio raccontare da Lorenzo, io vado al mare. Perché il mare sulla strada delle saline di Margherita di Savoia è come quello di un golfo, e in alcuni punti, all’orizzonte, si vede il Gargano. E lungo le spiagge la vegetazione è lagunare.

 

Le Saline di Margherita di Savoia, tra storia ed economia – di Lorenzo Sulpizi, un umbro che ama la Puglia

Esiste, nella natura dell’uomo, un innato istinto che lo porta a preservare tutto ciò che gli garantisca la sopravvivenza.

Memoria degli errori commessi in passato. Diritti acquisiti nel corso della storia. Alimenti alla base del fabbisogno giornaliero.

Elemento principe alla conservazione dei cibi è indubbiamente il sale; esso trova in Puglia, in Margherita di Savoia, la propria regina.

A ridosso del mare Adriatico, la città deve la conclamata fama alle secolari saline, definite addirittura le più grandi in Europa per estensione, nonché le seconde al mondo.

Ex zona paludosa, nasce laddove un tempo sorgevano i laghi Salso e di Salpi.

Il costante ciclo della maree generava un periodico allagamento dei terreni litoranei, solitamente di consistenza argillosa.

Quando poi l’acqua si andava a ritirare, rilasciava nel suolo importanti sedimentazioni di sale, inseparabile compagno di viaggio nel vissuto degli abitanti locali.

La storia delle Saline

Sin dall’antichità verranno riscontrate fonti a testimonianza di questo legame indissolubile.

Le popolazioni indigene preromane, infatti, lo barattavano per trarne sostentamento economico. Solo in seguito allo sbarco degli Illiri (provenienti dall’odierna Croazia ed esperti nell’arte del sale) nel Sud Italia, avverrà il vero e proprio salto di qualità: si passerà alla coltivazione e lavorazione dello stesso.

Attorno ai giacimenti fioriranno i primi centri urbani, tra cui una tale Salinis, fulcro originario dell’odierna Margherita, di cui verrà poi modificato il nome in Sancta Mariae de Salinis, in epoca cristiana.

 

Da Saline di Barletta a Margherita di Savoia

Grande fortuna verrà riscontrata sotto gli Svevi, per poi subire un drastico esodo demografico col passaggio di potere agli Angioini. I salinari saranno, infatti, costretti ad abbandonare le terre di lavoro dei padri, devastate dai peggioramenti climatici, e trasferirsi nel circondario di Barletta, da cui faranno ritorno solo agli inizi del 1600.

Le prime abitazioni concepite in chiave moderna, si ergeranno solo a metà dell’Ottocento nella parte settentrionale del paese, nel frattempo evolutosi e chiamato Salinelle, o Saline di Barletta.

Appellativo confermato fino all’avvento dell’unità d’Italia quando, in onore della regina reggente e moglie di Umberto I, ne verrà definitivamente rinnovato il nome in Margherita di Savoia.

Il suo turismo oggi

A conferma delle attese, tale zona può vantare di un turismo più che regale. Nota soprattutto per l’avanguardia dell’impianto termale, la cittadina gode inoltre della presenza di più di novanta stabilimenti balneari.

Degna dimostrazione della capacità di saper sfruttare le risorse naturali a tutto tondo.

Per entrare a stretto contatto con la materia prima e, allo stesso tempo, riuscire ad assaporare il gusto della cultura locale, è doveroso visitare il Museo Storico delle Saline, vera e propria culla identitaria del passato, presente e futuro di Margherita di Savoia.