di Carmen Vesco

La meravigliosa foto-gallery è del fotografo Damiano Tasco e dell’ufficio stampa della 34^ edizione della Regata internazionale di vela d’altura Brindisi – Corfù.

Si ringrazia il Circolo della Vela di Brindisi che organizza l’evento.

Chi pensava che lo spettacolo delle più di cento vele che incastrano armoniosamente i loro percorsi, in attesa del suono della tromba che dà lo start, fosse qualcosa che dà i brividi, allora non aveva fatto i conti con quello che è accaduto, quest’anno, a Brindisi. Qualcosa ha reso ancora più indimenticabile la 34^ partenza della Regata internazionale di vela d’altura Brindisi – Corfù. Occhi puntati verso il mare, quello del porto interno, e poi, poco prima del suono della tromba della giuria, un altro suono.

Stavolta un rombo quasi assordante, ecco che sta per accadere qualcosa di unico e tutti gli sguardi sono rivolti verso la scalinata virgiliana e la colonna romana sul lungomare Regina Margherita, perché, come un incanto, dalle spalle del capitello, simbolo della città, ecco sbucare, il tricolore (video di Brindisitime.it), il saluto alla partenza delle Frecce Tricolori che hanno sorvolato il cielo brindisino e, sotto a farvi da specchio, il mare attraversato da più di cento imbarcazioni pronte a darsi battaglia per prendere il vento migliore in poppa e assicurarsi il largo in testa sulle avversarie.

Uno spettacolo offerto dal cinquantennale dell’Ail Nazionale, che ha affidato l’organizzazione alla sezione di Brindisi, e ha così voluto unire lo sport alla solidarietà per l’ultimo weekend di eventi della regata.

Quella scia bianca, rossa e verde nei cieli e il blu del mare, intervallato dai colori delle vele, i brindisini non lo dimenticheranno mai. Questo è certo. Semmai si può dimenticare la partenza di una regata, se vi si assiste. E’ così, è sempre così, è ogni volta una nuova emozione seguire la partenza di una regata.

Ma se è quella che da più di trent’anni rappresenta la propria città, i sacrifici per amarla nonostante tutto, e l’amore per il mare che lega anche chi non si conosce o non si piace, il petto si gonfia di orgoglio e gli occhi di commozione. E a volte si piange.

Ogni brindisino lo sa che significa, anche chi ha assistito a regate più numerose o agonisticamente più importanti.

Ma quando parte la Brindisi-Corfù è la “tua” regata che parte, sono i tuoi amici che partono, su quelle imbarcazioni ci sono storie che parlano anche “di te” e che ogni anno prendono il largo per raccontarle dall’altra parte dell’Adriatico.

Ecco cosa è per Brindisi questa regata. Oltre a tutto quello che è diventata dal punto di vista sportivo, assumendo un ruolo di primo piano nelle competizioni veliche annoverate dalla Fiv.

E il giorno del via è sempre il momento più atteso, che sembra duri sempre troppo poco. Ma nella memoria dura per sempre.

Quando si assiste alla partenza di più di cento imbarcazioni che solcano l’acqua del porto interno e, dirigendosi verso la Diga di Punta Riso, iniziano le manovre per assumere la posizione per veleggiare verso sud, l’occhio si perde nella sequenza di movimenti delle imbarcazioni e dei loro uomini a bordo. Sequenze che sembrano una danza. E se poi si ha la fortuna di assistervi dal mare la sensazione è da magone, è facile commuoversi: prima quel tintinnio delle drizze e delle sartie, poi delle vele gonfiate dal vento, pare di assistere a uno spettacolo di domatori, a far ricordo del rumore di frustate. E forse è proprio così, perché questi uomini in quei pochi minuti, i più importanti in mare, come quelli della partenza, lo domano e domano i propri istinti a favore di controllo e disciplina in movimenti chirurgici perché tutto, in pochi istanti, sia perfetto.

E’ sempre così. Ed è bellissimo.

Che a vela ci si sappia navigare o meno, poco importa perché le emozioni sono sempre fortissime. Gli equipaggi si sono svegliati all’alba, poi briefing con l’organizzazione e briefing di bordo per mettere a punto gli ultimi dettagli. Le sensazioni che si sovrappongono: eccitazione, adrenalina, tensione, gioia. Poi si levano gli ormeggi, e le barche hanno lasciato alla spicciolata il porto interno per dirigersi verso la diga di Punta Riso, dove hanno atteso che la giuria, dalla banchina, dato il via alla regata d’altura tra le più famose e amate dell’Adriatico, sapendo che quest’anno le condizioni meteo alla partenza hanno indotto dei cambiamenti. Il Comitato di Regata ha dovuto spostare il traguardo nell’isola di Merlera. In questo modo le miglia marine saranno 92.

Ma gli uomini di mare lo sanno che, anche se si allenano a domarla, alla fine, è la natura che comanda. Buon vento.

Da oggi Brindisi sarà un po’ più vuota e malinconica. Come il giorno dopo la festa.