Ciao, chef Piceci: “barbablù” il tuo Salento ti ringrazia

Ha firmato il suo primo libro dedicandolo alle orecchiette: in ristampa da un ventennio, ormai, “Oltre le Orecchiette” è il manifesto culinario della terra Salentina. Papà di “Salento in bocca”, conosciuto come Barbablu per la sua lunga barba e per il ristorante che ha condotto. Voce di noti programmi radiofonici salentini. Simbolo di quel lembo di terra tra l’Adriatico e lo Ionio.

La sua amata terra, il Salento, che oggi, chef Tonio Piceci ha lasciato all’età di 74 anni. Un malore improvviso lo ha portato via. 

Una notizia inaspettata, quanto triste per una vera e propria personalità del Salento che ha lasciato a bocca aperta, amara (stalvolta, lui che le bocche le deliziava) e le lacrime agli occhi i tanti clienti che negli anni ha incontrato. Tanti anni e tante occasioni: ristoranti, eventi, show e corsi che chef ha sempre onorato con professionalità.

Piceci esce dall’accademia dei Cordon Bleu (dove poi tornerà per insegnare) che lo ha istruito per quattro anni, studiando anche i vini francesi e gli Champagnes, alternando la sua presenza tra Parigi e Milano.
Il suo primo libro “Oltre le orecchiette”, il recupero delle ricette tradizionali insieme allo studio della storia delle tradizioni.
Uno studioso e ricercatore dentro e fuori dalla cucina.
A Lecce fonda la prima scuola di cucina facente capo alla Scuola di Alta Cucina “Cordon Bleu”: unica sede di Puglia.
Il suo primo ristorante? Il “Papillon”.
Gli altri libri: “Pastasciutta & C.” e un libro sui vini rossi: “Scusate se passo col rosso”.
Poi le rubriche giornalistiche.
Scrive, poi, una rubrica enogastronomica settimanale per il Corriere del Giorno: “Qui Tonio Piceci”. Poi passa al Nuovo Quotidiano di Puglia con una rubrica domenicale “Cosa bolle in pentola” seguita da migliaia di lettori. Poi il settimanale “Il Corsivo”, con un’altra rubrica settimanale denominata “Oltre le orecchiette”. Con lo storico-filologo-gastronomo Luigi Sada, ricercatore della cucina meridionale degli ultimi 30 anni, lavorano alla ricerca delle tradizioni del Salento.
Quando prof. Sada scompare nel 1996. Tonio Piceci torna dietro i fornelli di una cucina di ristorante e apre il suo  “Barbablu”: 30 posti appena ma fama nazionale. Due anni dopo apre il “PicTon” il suo ultimo ristorante (acronimo di Piceci Tonio) e la “Enoteca Piceci”, un centro di degustazione vini e formaggi.
Accedemico
Lascia i Cordons Bleu e fonda a Lecce una nuova scuola di cucina: l’”Academia Lupiensis”
Collabora con, altri addetti ai lavori, un vero e proprio pool di esperti, con l’Università degli Studi di Lecce e con la Camera di Commercio per la “codificazione della cucina salentina e la tutela dei prodotti autoctoni”.
Fonda l’Associazione A.RI.S.T. Associazione dei ristoratori del Salento per il Turismo, e ne diventa presidente all’interno della Confesercenti.
Lascia un ricordo indelebile in Puglia, nel settore della gastronomia e della cucina tradizionale. E insegnamenti che saranno capaci di indicare la strada a molti giovani e meno giovani. Intramontabili.