Destagionalizzare attraverso i percorsi enogastronomici il turismo anche a Brindisi. Questo l’obiettivo di imprenditori del settore per lanciare il brand Brindisi, un brand che a differenza del già lanciatissimo brand Puglia, stenta a decollare.

Fare rete è un percorso decisivo per il settore, una rete che dovrebbe partire dal basso e qualche segnale sembra esserci: come per esempio, il progetto Destination Happines Company, attraverso l’aggiudicazione del bando “Creazione di nuove forme di cooperazione per lo sviluppo e commercializzazione servizi turistici”, nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Puglia, e che ha messo insieme una rete di quindici aziende del territorio brindisino che hanno sottoscritto la nascita di una nuova Rete d’imprese con l’obiettivo di proporre esperienze turistiche da vivere nella provincia di Brindisi.

Destination Makers, Thalassia, Coop Azienda Agricola Calemone in Torre Guaceto, For PLAY s.r.l, Azienda Agricola Pietrasanta, Hitch Bike, i7archi, M’Arte Turismo, Vigne di Salamina, Eliconarte snc, Tratturi RealiL’onda FertileAgriturismo Villa Agreste, Azienda Agricola Andrea Cirasino e Masseria Baroni Nuovi,

Si tratta di un progetto oggetto di finanziamento da parte della Regione Puglia che supporta le forme di cooperazione tra piccoli operatori, per un contributo richiesto e approvato di 100 mila euro (suddivisi in 10 mila per la fase di studio, mille per costi funzionamento e 89 mila per l’attuazione dei progetti) presentato, lo scorso 8 gennaio nel corso di una conferenza stampa, presso Palazzo Granafei, dai responsabili del progetto ovvero la presidente della Rete d’impresa Emma Taveri e il vicepresidente Giuseppe Flore; alla presenza tra gli altri, dell’assessore alla programmazione economica Roberto Covolo. Microimpresa delegata alla presentazione del Dds è stata la Thalassia soc. Cooperativa.

Pare che le attività partiranno tra altri 6 mesi. “Fare rete è molto importante, la Destination Happines Company si propone di presentare le proprie offerte gastro-turistico, turistico-territoriali” ha confermato Rocco Caliandro, delegato Ais Brindisi che, nel caso specifico, partecipa al progetto in qualità di titolare di impresa. “Siamo circa 15 e vogliamo creare una rete che consenta nello specifico al turista che arriva per la prima volta in Puglia di conoscere diverse realtà operanti nel territorio. Non è semplice, quando si mettono insieme diverse menti pensanti è sempre una scommessa” ha commentato Caliandro.

Prossimo appuntamento in agenda è una riunione per settori. Fare rete, è e sarà sempre una scommessa, ma quando la si vince è capace di fare davvero la differenza. Il settore, quello dell’agricoltura e delle imprese che fanno turismo di nicchia come quello rurale, vive indubbiamente un periodo difficile a causa di condizionamenti climatici e, di conseguenza, scarse risorse da investire o re-investire, ma l’attrattività turistica che vi ruota intorno può essere un volano di sviluppo. Non per niente sono diverse le misure di sostegno economico che arrivano dai finanziamenti pubblici: fondamentale, però, non disperdere le energie e capitalizzare questi aiuti perché in futuro, non troppo lontano, le imprese possano moltiplicare le risorse e camminare sulle proprie gambe.

“Il turismo può essere fortemente incentivato dai percorsi eno-gastronomici rurali, vedi le strade del vino o le strade dell’olio – ora parla in qualità di delegato associazione italiana sommelier, Rocco Caliandro -. Le cantine, ormai, riescono a proporre dei pacchetti che fino a pochi anni fa non erano in grado di offrire ai turisti. L’olio a mio avviso è il futuro poi. Adesso inizia la campagna olivicolo-olearia e ci troviamo nel pieno della stagione: è chiaro di fronte a una minaccia come la xylella è fondamentale trasformare una debolezza in punto di forza, dato che noi abbiamo zone ancora produttive, ed è qui che dobbiamo investire per fare di questo settore un volano turistico” ha commentato positivamente Caliandro.

Rocco Caliandro imprenditore azienda agricola Tratturi Reali e delegato sezione Brindisi dell’Ais Puglia

Ed è proprio il coraggio di investire in settori difficili e deboli, settori altrove gravemente in crisi, che si vincono le sfide. E poi facendo rete, perché il territorio ne giovi tutto è necessario che là dove una azienda o più aziende non riescano a fuori dalle difficoltà siano altre economicamente più solide a trainare l’indotto. Smettendo di pensare in modo individualistico e aprendosi a una visione lungimirante che vede nel generale benessere la chiave per vendere sé stessi, i propri prodotti e l’intero territorio a un turismo qualificante e non mordi e fuggi. “C’è sensibilità sul tema, e chi investe sui percorsi di conoscenza negli oliveti secolari, per far vivere l’esperienza della trasformazione dell’olio, siano alla degustazione dell’olio, può essere una leva vincente per il settore turistico di qualità” ha concluso l’esperto.