Bib Gourmand a Le Antiche sere. Chef Biscotti: “Lo dedico a Gargano, punto e basta!”. L’unica new entry pugliese del prestigioso riconoscimento della Guida Michelin.

Non vuole darlo a vedere, si contiene un po’, in linea con il suo carattere concreto di uno chef senza tanti fronzoli, uno che “testa bassa e lavorare, noi facciamo il nostro”. Ma poi, la prima, la seconda domanda, e finalmente si scioglie in un “Sì, sono felice”.

Naziario Biscotti, chef de Le Antiche sera sul lago di Lesina, nella parte più estrema della Puglia a Nord, da oggi, e per il resto dei giorni dell’anno, quando varcherà la soglia della terrazza del suo ristorante dovrà sorridere e salutare con compiacimento quel simpatico omino bianco e rosso che si lecca i baffi. Simbolo, per la Guida Michelin, di ristorante con la miglior qualità-prezzo. Ristoranti di fascia alta, con il conto contenuto: entro i 35 euro per menù completo. Ma soprattutto di qualità.

Che si mangia bene a Lesina si sapeva, ma che si mangia da vip per tutte le tasche lo attesta da oggi la guida più ambita dagli chef.

A proposito, chef se lo aspettava?

“No, prima li riconoscevo tutti quando passavano da me e mi potevo fare un po’ i conti. Alcuni sono tuttora amici, ma la nuova generazione degli ispettori non l’ho ancora individuata”.

Belle le sorprese. Meglio, sarai felicissimo?

“Noi facciamo il nostro, come sempre. Mi ha scritto Carlo Spinelli, ho ricevuto la notizia un paio d’ore fa”.

Cioè, dopo i giornalisti, insomma. Ma allora, questa felicità, non ce la dichiara?

“Sì, sono felice. Fa sempre piacere un riconoscimento, vuol dire che siamo sulla strada giusta. Però io non mi esalto mai. Testa bassa e camminare”.

Vabbè, siamo felici, questo è assodato. A chi lo dedica questo riconoscimento? Uno in più sulla sua porta d’ingresso.

“Lo dedico a Gargano, Punto e basta!” L’associazione di chef del Gargano con cui cerchiamo di promuovere e valorizzare il nostro territorio attraverso la cucina: io, Gegè Mangano, Leonardo Vescera e Domenico Cilenti”.

A proposito di riconoscimenti sulla sua porta. Ma cosa è successo, invece, con il Gambero Rosso?

“Non lo so: sul Gambero sono sempre stato piazzato bene. Quest’anno hanno voluto togliere la forchetta e il punteggio. Mi lasciano solo una recensione. Mi confermano anche La guida dell’Espresso. Dopo tanti anni, mi dispiace, sì, per il Gambero, ma più che altro a questo punto non riesco a capire il metro di valutazione di oggi”.

Cosa cambierà da oggi?

“In noi nulla, continueremo a lavorare sodo come sempre. Nei clienti spero siano incuriositi da una menzione quale quelle di cucina di alta qualità a prezzi contenuti”.